Fare spazio all’altro è una delle cose più difficili che gli esseri umani facciano. E una delle meno insegnate.
Lo diamo per scontato, come se fosse una competenza naturale. Non lo è. Gli studi sulle relazioni interpersonali convergono su un punto: la capacità di stare accanto a qualcuno senza né cancellarlo né cancellarsi è una competenza complessa, che si costruisce nel tempo, che richiede attenzione, pratica, consapevolezza. Quando manca, lascia dietro di sé un paesaggio riconoscibile: relazioni che si logorano, conversazioni che non avvengono davvero, conflitti che si ripetono senza mai trasformarsi, solitudini cresciute in mezzo alle persone.
Fare spazio non significa farsi da parte. Non è una rinuncia. Non è cortesia, non è cedere per quieto vivere. È qualcosa di più preciso: riconoscere che l’altro esiste, sospendere il giudizio abbastanza a lungo da poterlo vedere, accettare che la sua presenza modifichi la nostra, scegliere consapevolmente il ruolo che vogliamo avere in quel rapporto.
È un’operazione che ha più strati di quanti ne vediamo di solito. E ciascuno di quegli strati si può nominare, capire, allenare.
Una conferenza a tre voci
L’8 giugno, al Teatro Sociale di Como, portiamo questo ragionamento in scena.
Non un convegno, non uno spettacolo, non una lezione. Qualcosa di più vicino a un pensiero che si costruisce davanti al pubblico, a tre voci. Sul palco: Valerie Moretti, psicopedagogista. Erika Renai, attrice e formatrice. Jacopo Boschini, counselor e formatore, che firma anche la regia della serata.
Tre competenze diverse che si incontrano sullo stesso tema, senza sovrapporsi e senza illustrarsi a vicenda. Valerie Moretti porta la ricerca: i meccanismi psicologici, i dati, le connessioni con la vita concreta. Jacopo Boschini costruisce l’architettura concettuale, guida il ragionamento. Erika Renai incarna scenicamente i concetti: mostra con il corpo ciò che le parole descrivono. Ogni voce regge il proprio peso. Insieme costruiscono un ragionamento che nessuna delle tre, da sola, potrebbe portare.
Lascia Passare è aperta a tutti. È pensata per chi sospetta che la qualità della propria vita dipenda, più di quanto si ammetta, dalla qualità dei propri incontri. Per chi, nelle relazioni di ogni giorno, sente che qualcosa non torna e non sa esattamente cosa. Per chi ha voglia di un pensiero fatto bene.
Il formato
AttivaMente ha una storia lunga con il Teatro Sociale di Como e le grandi serate. Aurora, Be, Il Pensiero Vissuto ne sono la traccia. Lascia Passare è la prima serata firmata interamente da AttivaMente.
Il ragionamento è il contenuto principale, non un contenitore per le performance. Il pubblico vede il pensiero prendere forma in tempo reale, in novanta minuti curati in ogni dettaglio: gli interventi, la regia, la teatralità degli spazi.
Da dove viene questa serata
Lascia Passare è voluta e finanziata dal Rotary Club Como nell’ambito del progetto Unite for Good, Distretto 2042. Nasce all’interno di Mi Aspetto Rispetto, il percorso di educazione alle emozioni e al rispetto di sé e dell’altro che quest’anno ha raggiunto quasi tutte le scuole primarie pubbliche di Como e del territorio — 550 bambine e bambini in laboratori dedicati al rispetto.
La serata non è la chiusura di un progetto scolastico: è un’occasione aperta alla città, su un tema che riguarda chiunque abbia relazioni da curare.
Mi Aspetto Rispetto è stato realizzato con il contributo di Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, il patrocinio oneroso di Fondazione Cariplo, il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio di Provincia di Como e Comune di Como.
Informazioni pratiche
Lunedì 8 giugno 2026 · ore 20:30
Teatro Sociale di Como
Biglietto: 15 euro
Biglietteria aperta dall’8 maggio · teatrosocialecomo.it
Per informazioni: 031 6871771 · 351 9624891 · info@coopattivamente.it