Da qualche anno le persone che si iscrivono ai nostri corsi non ci chiedono più corsi di teatro tradizionali.
A pochi ormai interessa imparare ladizione, la respirazione con il diaframma, saper "impostare" la voce come i grandi attori del passato... Finalmente si inizia a comprendere che questi aspetti hanno a che fare con la recitazione solo in manieramarginale, e - diciamolo! - tutto sommato sono tecniche pocointeressanti per chi non vuole fare l'attore di professione.
Cosa ci chiedono allora i nostri allievi?
Di stare bene. Di vincere la timidezza.Di essere più spigliati. Di imparare nuove vie per ascoltare se stessie gli altri. Di conoscere nuove persone e di diventare persone nuove.Di vivere e condividere un processo creativo. Di divertirsi.
E così la parola chiave di tutti i nostri corsi è questa: gioco.
In fondo, se ci si pensa bene, il gioco è una delle attività fondamentali dell'uomo. Se nel bambino il gioco ha un'importanza decisiva nei processi di apprendimento e di crescita, nel ragazzo e nell'adulto è un'attività fondamentale per le dinamiche direlazione.
Non dimentichiamoci, però, che il gioco è anche rischio, movimento, azione, cambiamento: per questo chi intende recitare deve mettersi in gioco.
Fare teatro è un gioco antichissimo (non a caso in diverse lingue per dire "giocare" e "recitare" si usa lastessa parola: in inglese "play", in francese "jouer"...), e soprattutto è un gioco divertente che richiede, però, il massimo impegno e la massima serietà.
Perché, come disse Italo Calvino, "il divertimento è una cosa seria!"
Vi va di giocare con noi?